“….mi ritrovai a parlare con Louis Armstrong.”

  Adriano 68 anni, artista,cantante,pittore, maestro dello stucco veneziano.

Da dove vieni?

Sono nato a Belluno.

Perché ti trovi in Germania?

È una lunga storia!

Raccontacela.

La prima volta venni in vacanza avevo, se ricordo bene 6 anni. Venni a trovare mio padre che aveva una gelateria. Poi finite le elementari invece di farmi continuare a studiare, mio padre volle che venissi qua a lavorare nella sua gelateria. Erano altri tempi, a me sarebbe piaciuto tanto poter continuare a studiare. Ma purtroppo nella testa di mio padre contava solo lavorare. Dagli undici ai ventuno rimasi con lui.

Che ricordi hai di quel periodo?

Un incubo!

Perché?

Mio padre, una specie di padre padrone, i cui comportamenti oggi farebbero inorridire, ma all’epoca erano quasi la norma. Mi ricordo che provai a “ scappare” diverse volte, ma la Polizia mi beccava e mi riportava da Lui. Una volta mi trovarono che camminavo senza scarpe e con un ramo di ciliegio in mano,  che avevo preso da un campo per mangiare…

E poi?

Decisi di tornare in Italia, dove rimasi qualche anno, fino a quando un giorno mi arrivo una telefonata da Colonia. Era il signor Campi, titolare dell’omonimo locale, che mi offriva di andare a lavorare da lui. E cosi tornai in Germania. Fu anche quello un periodo carico di esperienze. Mi ricordo che una sera mi ritrovai a parlare con Louis Armstrong o meglio gli altri pensavano che parlassimo in realtá lui mi parlava in inglese/americano ma io non capivo quasi nulla mi ricordo solo i suoi occhi bianchissimi che spiccavano sul suo faccione. Feci anche il cantante ed ero davvero bravo una sera, dopo uno spettacolo un musicista che si trovava li mi disse: “ vieni a Roma che ti presento a Renato Zero.”

E sei andato a Roma?

Macché per motivi familiari non se ne fece nulla, tornai in Italia e mi misi a lavorare come stuccatore,restauratore.

Come sei finito a fare lo stuccatore?

Mi trovavo a Venezia, una sera ero completamente sbronzo, entrai in una chiesa mi sedetti su una panca e quando alzai gli occhi mi ritrovai circondato dalla bellezza, fu quasi una folgorazione avevo trovato la mia strada, decisi che volevo fare quello che avevano fatto quegli artisti del passato. Andai a bottega dai migliori artisti dell’epoca,  avevo sete di imparare.

E come sei finito di nuovo in Germania?

Lavoravo per un restauratore che aveva preso una commessa vicino Mainz, ma era uno di quelli  “ che è meglio perderli che trovarli..”. Dopo uno screzio per questioni di lavoro, lo mandai a quel paese ed iniziai a lavorare per i fatti miei. Parlavo bene la lingua mi trovavo bene con le persone. E rimasi qua.

Cosa sono Colonia e la Germania per te?

Colonia e’ sempre stata la mia casa, era qua che venivo per “ scappare “dal mondo in cui vivevo. La conosco.La sento mia. Con la gente mi sono sempre trovato bene, mi sentivo accolto protetto. Per la Germania provo gratitudine soprattutto adesso che mi sta dando una “ mano”.

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