…Non mi ha mai voltato le spalle…

Riccardo 28 anni, violista della WDR Funkhausorchester, docente di violino della Musikhochschule.

Da dove vieni?

Sono cresciuto ed ho vissuto a Lucca, in Toscana.

Quando sei arrivato in Germania?

Nel 2010.

Giovanissimo, come mai questa scelta?

Per continuare gli studi di Violino in uno dei migliori conservatori d‘Europa.

Cosa facevi in Italia prima di trasferirti?

Stavo terminando il conservatorio per conseguire il Diploma di violino e studiavo Fisica all’università di Pisa.

Fisica, ma non sei violista?

Si, lo sono, ma il mio sogno era anche quello di diventare ingegnere aerospaziale. Dopo la maturità mi era dispiaciuto non poter continuare gli studi in maniera più „accademica“ e così mi sono iscritto all‘università, anche se solo per un anno, forse anche un po’ per contrastare quel luogo comune che molti hanno del “musicista ignorante”…

E dalla facoltá di Fisica di Pisa come sei finito alla Musikhochschule di Colonia?

Sapevo fosse una buona scuola e gli insegnati di Violino erano tutti di fama internazionale, decisi quindi d’iscrivermi all’esame di ammissione e di ‘’tentare la sorte’’ conoscendo la grande selettività della scuola.

E dopo?

Vinta l’audizione decisi di rimanere, allora pensavo per non più di un’anno, ma come vedi sono ancora qua!

Come mai avevi scelto la Germania per continuare a fare musica?

Dieci anni fa come ancora oggi la Germania è uno dei paesi che promuove di più la musica classica, nelle università musicali ci sono studenti di tutto il mondo e del più alto livello, quindi il miglior posto dove potersi confrontare ed essere motivati a fare del proprio meglio.

Come è stato l’inizio?

Molto freddo! Il mio primo inverno qui è stato forse il più rigido da quando sono arrivato. Mi venne in mente una citazione che mi lesse mia Zia dalla Germania di Tacito:

“…chi lascerebbe l’Asia, l’Africa o l’Italia per portarsi in Germania trapaesaggi desolati, in un clima rigido, in una terra triste da vedere e dastarci se non per chi vi sia nato?….”

Forse un po’ estrema ma come primo impatto allora si addiceva…Colonia mi sembrava una metropoli, con la sua stazione enorme, la metro. All’ inizio però non l’ho vissuta molto, ogni due settimane rientravo in Italia per suonare col mio quartetto. Poi pian piano sono tornato sempre meno in Italia e mi ha dato la possibilità di “vivere” il personaggio che ero.

E chi eri?

Il musicista italiano un po’ bohémien, vivevo in una mansarda dove suonavo e dipingevo, di giorno studiavo e la sera organizzavo cene internazionali con altri studenti della scuola.

E oggi che personaggio sei e cosa è Colonia per te?

Trovo difficile descrivermi adesso, forse troppo poco tempo per riflettere, do’ concerti tutte le settimane ed insegno nell’università nella quale ho studiato.. ad ogni modo Colonia è diventata casa, ci sono cresciuto e mi ha fatto crescere. Non mi ha mai voltato le spalle, è un posto dove incontri gente e culture di tutto il mondo ed anche io ormai, come tutti i veri Kölner, quando rientro da un viaggio ed arrivando alla stazione vedendo il Dom, potrei dire che mi sento a casa.

Ti ci trovi bene dunque?

Assolutamente! Il tempo non riesco ancora a farmelo ‘’andar giù’’, soprattutto nei primi mesi dell’anno quando non si vede il sole per giorni e giorni! Ma sono oramai affezionato a Colonia, è una città tedesca si, ma non la accomunerei a tutte le altre… Si nota la serietà ed intransigenza tipica di questo paese ma allo stesso tempo sa anche lasciarsi andare e ne è prova il famoso carnevale… d’altra parte come sostengono alcuni dei suoi abitanti si tratta della nördlichste Stadt Italiens (città Italiana più a nord). 

Che progetti hai per il futuro?

Quando ero studente, su una lavagna nella mia camera, avevo scritto una massima di Seneca a monito: Ignoranti quem portum petat, nullus suus ventus est Per chi non sa in quale porto dirigersi, nessun vento è favorevole… Adesso la vedo un po’ diversamente, sono così preso dalla vita e dagli impegni che è difficile pensare a progetti. Sulla lavagna sarebbe forse più appropriato scrivere: va dove ti porta il vento…

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.