Colonia ha aperto la porta

Passeggiando per l’Agnesviertel il mese scorso, ho notato una serie di installazioni raffiguranti le storie dei migranti di diverse provenienze e diversi periodi che coloravano Neusser Platz. L’iniziativa, chiamata “Flüchtlinge eine Stimme geben”, fa parte del progetto “Aktion neue Nachbarn”. Le storie dei migranti, i loro tragitti raffigurati sulle tele, le loro speranze per il futuro dentro le nuvolette dei fumetti, hanno catturato la mia attenzione come quella di moltissimi abitanti e frequentatori del quartiere. Mi sono fermato davanti ad un’installazione, a fianco a me una signora tedesca sulla settantina. La tela conteneva una raccolta di frasi sparse, quasi tutte domande: “Mit welchen deiner Stärken kannst du stärken?”, “Kann ein Mensch illegal sein?”, “Wer darf hier leben? Wer bestimmt, wer hier leben darf? Wer gibt ihm das recht dazu?” Domande, nessuna risposta. La signora mi chiede dal nulla “Was ist das?”. “Ich glaube, das hat mit den Flüchtlingen zu tun” rispondo molto vagamente, nel mio tedesco altrettanto vago. “Und was bedeutet es?” chiede lei. Per un attimo restiamo lì a guardarci senza dire nulla, entrambi con le buste della spesa piene. Le sorrido e di nuovo ci voltiamo verso la tela.

vengo albania picc post piccolo illegal piccolo poster piccoloFoto di Wibke Ladwig

Chissà cosa significava tutto quello per la signora, forse avevamo colto lo stesso significato ed eravamo della stessa opinione, forse no. Non importa. A Colonia i cittadini possono leggere in piazza le storie dei migranti e dei profughi e vengono invitati ad una riflessione. Colonia vuole ricordare a tutti che l’integrazione è un processo collettivo e dal quale tutti traggono vantaggio. Colonia non solo ospita i nuovi vicini per cena, ma ricorda a tutti che la buona riuscita della serata è garantita solo dalla convivialità, dallo scambio di racconti ed esperienze. Del resto i tuoi nuovi vicini domani potrebbero essere i tuoi colleghi di lavoro o i compagni di scuola dei tuoi figli.
Colonia ha questo spirito e, per quanto la mia situazione sia ben diversa da quelle descritte sulle tele, mi sento un ospite ben accetto e sono pronto a ricambiare in qualsiasi momento con ciò che sono capace di offrire.
Mi trovo a pensare che l’Italia non ha questa cura nell’accogliere i migranti e nemmeno quest’attenzione verso i cittadini, per fare in modo che l’integrazione sia per tutti più leggera. I colori che raccontavano queste storie in Neusser Platz condividevano lo scopo di quelle domande senza risposta: quale che sia la strada che ti ha condotto fino a qui, dal momento del nostro incontro il resto del tragitto lo percorreremo insieme.

L’ iniziativa non si esaurisce con questa azione, ma continua con il blog ourstoriecologne.tumblr.com

di Riccardo Ledda

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