“…due italiani un tedesco ed un ucraino…”

  Daniele 30 anni, Schichtleiter da Vapiano, Musicista, Designer.

Da dove vieni?

Sono nato a Marcianise, ma sin dall’età di 18 anni sono stato in giro. Sia per studiare all’Università sia per mantenermi. Ho sempre lavorato parallelamente ai miei studi, mi piace essere indipendente.

Quando sei arrivato?

Nel 2014.

Come mai ti trovi a Colonia?

Grazie all’ Oktoberfest.

L’ Oktoberfest? E che centra con Colonia non è a Monaco?

Si, ed infatti mi trovavo proprio lì, nel frattempo che bevevo birra, avevo conosciuto una ragazza di Colonia e a quanto pare, nonostante non fossi più nel pieno della mia personalità ci eravamo piaciuti e scambiati il numero di telefono…Qualche giorno dopo, nel frattempo ero già tornato in Italia, mi arriva una sua chiamata e da li è iniziata la nostra storia.

Ti sei traferito dunque a Colonia?

No, non subito sono venuto per un fine settimana e fu amore a prima vista, anche per Colonia. La città mi piacque ed affascinò da subito

Quindi sei arrivato qua per “amore”?

Non solo, diciamo che è stato il primo richiamo, ma in quel periodo in Italia non stavo più tanto a mio agio, mi sentivo “costretto”, avevo bisogno di una nuova avventura, nuove sfide.

Ne hai trovate di sfide ?

Abbastanza, la prima fu arredare casa.

Arredare casa? Perché fu una sfida anche quella?

Sfida nel senso che io e la mia ragazza, volevamo farci tutto da noi ma davvero tutto dai bicchieri alle posate per finire con i mobili, io ho una passione per il design e lei una capacità di realizzare le cose incredibile, davvero, è  in grado di costruire una casa. Però dopo un po’ il nostro “ progetto” si arenò assieme alla nostra storia.

Che sensazioni hai della Germania, come ti ci trovi?

Stare qua è un po’ come un sogno, ti svegli con delle idee o dei desideri ed hai la sensazione di poterli realizzare che ci siano più opportunità, ma credo dipenda dal tipo di organizzazione del sistema, credo che l’ organizzazione sia fondamentale e qua quella non manca certo.

E Colonia?

Io la descrivo così, È una grande città a portata di mano, molto alla mano non schizzinosa, si respira un aria di comunità. Ho girato un po’ per la Germania, sono stato pure un paio di volte a Berlino, ma secondo me Colonia è un unicum. Mi dà positività e mi ha fatto capire che non ho bisogno di Berlino.

In che senso non hai bisogno di Berlino?

Io sono anche musicista e prima di conoscere Colonia, come tutti, pensavo che Berlino fosse il must soprattutto per esprimersi nel mondo delle arti. Ma secondo me non è così, Berlino è troppo grande troppo dispersiva non hai mai il senso del finito, di essere arrivato, non hai mai la sensazione di avere raggiunto i tuoi obiettivi non ne vedi i confini.

E c’è qualcosa che è cambiato dal tuo arrivo?

Si adesso che ci vivo da un po’ ho la sensazione che a volte Colonia stia perdendo il controllo di alcune dinamiche economiche, mi spiego meglio in alcuni settori se non appartieni ad una particolare etnia non trovi lavoro o in ogni caso sei svantaggiato, vigono altre “ leggi “ non quelle di Colonia, naturalmente è la mia idea ma a me è capitato. Credo si stia perdendo la tipicità tedesca.

Progetti idee per il tuo futuro?

Vorrei tornare a  “ casa” anche se al momento non riesco a dire cosa sia “ casa “, per adesso rimango qua, forse un giorno mi piacerebbe tornare giù, provare a “ fare gruppo “ come fanno qua. Nel breve vorrei continuare con le mie passioni il design e la musica, da poco assieme ad altre persone abbiamo creato un gruppo  gli Awave due italiani un tedesco ed un ucraino, sembra l’ inizio di una barzelletta invece è l’inizio di una bellissima favola.

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