Il viaggio silenzioso del Kölner Spenden- Express

È partito. Il treno della solidarietà per i profughi, il Kölner Spenden-Express, ha sostato in quattro fermate a Colonia (Keupstraße, Weiden West, Universität e Neumarkt) e ha raccolto le donazioni che i cittadini hanno voluto portare per aiutare i migranti ad affrontare l’inverno. Ma l’ha fatto senza alcun rumore, forse chi non sapeva dell’iniziativa non se n’è nemmeno accorto.
Una mia amica ed io ci siamo diretti nella quiete del sabato mattina verso la metro. Keupstraße, dato che entrambi avremmo dovuto lavorare nel pomeriggio, era la tappa ideale per noi. Una volta scesi a Wiener Platz ci siamo incammitati per quel quartiere a noi sconosciuto. La città non dava segno di essere attraversata da quell’iniziativa particolare, la vita scorreva come sempre, anzi anche un po’ più pigra e assonnata. L’unico indizio che ci rivelava che stavamo andando nella direzione giusta è arrivato quando, fermi al semaforo, siamo stati affiancati da una coppia in bicicletta che portava una buona quantità di scarpe. Dopo pochi metri ci ritroviamo alla fermata di Keupstraße, in superficie, una qualunque. Una piccola folla era disposta attorno al treno fermo. Per un attimo ci siamo guardati: ci eravamo aspettati qualcosa di diverso? Ci siamo avvicinati ad un vagone e dopo una brevissima fila abbiamo consegnato ad una volontaria le nostre buste. Lei ci ha rivolto un gran sorriso, ci siamo ringraziati a vicenda e ci siamo salutati.
Abbiamo fatto due passi attorno al treno: la gente con buste e scatoloni arrivava e andava via come se stesse imbucando una lettera, scambiava due parole con qualche conoscente, qualcuno scattava delle foto. L’operazione svolta era semplicissima: i volontari raccoglievano le donazioni e le stoccavano all’interno del treno e via col prossimo. Le poche manciate di persone che si potevano vedere a colpo d’occhio avrebbero lasciato intendere che l’iniziativa non si stesse rivelando un gran successo, ma solo trattendendosi qualche minuto si poteva notare che la buona riuscita non si misurava dalla calca, ma dalla continuità del flusso: in pochi minuti due vagoni del treno erano già stracolmi.
Nello stesso silenzio in cui eravamo arrivati, ci siamo riavviati verso casa. Il treno delle donazioni ha attraversato la città nell’unico modo in cui era giusto farlo. È stato civile, ordinato, cordiale, pacato ed efficiente. Tedeschissimo insomma.
Colonia non si tira mai indietro quando si tratta di festeggiare con colori, musica, luci e caos. Ma è anche in grado di mostrare che, in alcuni contesti, non serve cercare a tutti i costi di stupire per sentirsi parte di un mondo multiculturale ed interconnesso, ma basta invece essere parte attiva di quel mondo, per essere ancora in grado di stupire.

manipacchi  pacchi

di Riccardo Ledda

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