“… ti si adatta come un abito…”

 Lucio anni 59, direttore dell’IIC di Colonia,

 

Da dove vieni?

Sono nato a Napoli e, dagli anni ’80 in poi, ho vissuto a Milano e Roma, in seguito, per il mio lavoro, sono stato in Francia, Israele e Corea.

Eri mai stato in Germania?

Sì, in vacanza, i diversi periodi della mia vita. La prima volta è stata nel 1974, avevo quindici anni e i ricordi più vividi sono la metropolitana sospesa di Wuppertal, i colori vivaci delle WV dell’epoca, il Museo Ludwig a Colonia e i boschi di Bad Godesberg.

Come mai a Colonia?

Forse proprio i bei ricordi dell’adolescenza mi hanno spinto a richiedere la sede di Colonia quando si è resa disponibile.

Che impressioni ti ha fatto Colonia appena arrivato?

Mi è sembrata più chiara di come la ricordavo, gli edifici antichi e moderni erano stati ripuliti dalla patina di smog che connotava le città europee degli anni ’60 e ’70. Un po’ la stessa impressione avuta nel rivedere il Duomo di Milano dopo il restauro. E questo colore chiaro della pietra e del tufo è come se rendesse tutto più solare.

E adesso? È cambiato qualcosa?

In questi quattro anni ho scoperto quanto la città sia cosmopolita, nella misura in cui solo poche metropoli al mondo riescono ad essere.

Come ti sei trovato a viverci?

Bene, Colonia è una città che ti si adatta come un abito, asseconda i tuoi gusti e le tue inclinazioni, sorprendendoti con scoperte di luoghi, colori, odori anche quando pensi di aver ormai conosciuto tutto.

Per quanto rimarrai ancora?

Qualche mese ancora…

Che progetti hai per il futuro?

Tanti che è impossibile elencarli tutti. Certamente viaggiare, tornare a visitare le persone e i luoghi noti, magari per scoprire ancora cose nuove.

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