Tutta un’ altra festa.

Mizzica mancu avi ru uri ca sarvini ministru ié giá bumbardamu a germania! – Accipicchia non sono nemmeno due ore che, Salvini é il nuovo ministro dell’ Interno e giá bombardiamo la Germania! Frasi del genere si udivano sul selciato in travertino, prospiciente l’ ingresso dell’ Istituto di Cultura di Colonia, sabato pomeriggio scorso, il 2 di giugno. I commenti non si riferivano all’ ultima esternazione pubblica del nuovo ministro italiano. No, gli astanti fumatori si riferivano al discorso, del signor Console Generale di Colonia; appena udito per la ricorrenza della nascita della Repubblica Italiana. Che qualcosa di diverso, rispetto al consono sarebbe accaduto, era intuibile sin dall’ ingresso nell’ auditorium dell’ ICC.Sul palco dove, di solito in questa ricorrenza, qualcuno si esibiva e che altrettanto solitamente avrebbe cantato l’ inno o letto qualcosa, non si lasciava intravedere nessuno strumento, nessun leggio. Alle 17:30 in punto il Signor Console Generale prende la parola, dà il benvenuto ai cittadini ed agli ospiti, inizia a parlare. Ricorda il significato della data del 2 giungo ed il primo articolo della Costituzione Italiana.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Il Console Generale ribadisce che l’ Italia è una Republica democratica, fondata sul lavoro. Il lavoro come elemento costitutivo della nostra Repubblica. È dovere della Repubblica tutelare il lavoro, non solo come posto di lavoro produttore di reddito ma soprattutto come espressione della totalitá del cittadino e soprattutto la Repubblica e le istituzioni attraverso cui si materializza devono proteggere il cittadino e non permettere per nessuna ragione che il lavoro possa nuocere al lavoratore. E cita la conclusione processuale avvenuta con la sentenza della Cassazione per la cosidetta ” Strage Thyssen, ricorda, come la cassazione abbia confermato, le condanne per omicidio colposo plurimo e incendio colposo  stabilite per i 6 imputati  nel processo di Appello bis. Il Console porta a conoscenza che dei 6 criminali 2 sono ancora liberi “…liberi come me e voi…solo che nè io e nè voi abbiamo compiuto una strage…” Due manager Thyssen sono ancora liberi, nonostante la sentenza di colpevolezza. «Le normative e gli accordi esistenti tra Italia e Germania non prevedono l’estradizione per i cittadini tedeschi condannati da un tribunale italiano», spiega uno dei legali del processo al Il sole 24ore. In sala comincia un brusio che lascia intuire l’irrequietezza suscitata dalle parole del Console. Dopo aver parlato della Strage Thyssen, prosegue raccontando le vicessitudini di una cittadina italiana a cui é negato il diritto di essere madre. Il Console per illustrare il caso  si fa ” aiutare ”  da una puntata di una nota trasmissione dell’ emittente pubblica italiana. Man mano che le immagini scorrono sullo schermo dell’ auditorium, aumentano il brusio e l’ agitazione. Il servizio racconta della impari lotta della giovane donna con lo Jugendamt. Un Ente, che, nel perseguire il nobile scopo per cui esiste, la tutela dei minori,si trasforma in un Moloch intrattabile e incomprensibile. Finito il video il signor Console Generale ricomincia a parlare. Percepisco alla mia destra dei movimenti, un gruppo di Tedeschi e anche qualche italiano lascia la sala, qualcuno di loro dice ” é uno scandalo “. In sala un brusio di commenti fa da sottofondo alla voce del Console che continua il suo discorso giunto ormai alla fine. Gli Italiani devono sapere che le istituzioni sono al loro fianco e faranno tutto quello che sará possibile fare per aiutarli ad avere rispettati i loro diritti.
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