…ho comprato un biglietto di sola andata.

federico Federico Carbonetti, 34 ingegnere informatico.

Da dove vieni?
Vengo dalla Capitale. Roma.

Come mai sei venuto in Germania?
Ad esser sinceri la Germania era forse l´ultimo dei Paesi dove avrei potuto pensare di vivere. Ma la settimana prossima saranno 10 anni che conosco Nina, mia moglie. Tedesca. E’ stato questo il motivo che mi ha portato qua. Ci siamo conosciuti in Italia e così negli anni è iniziata la nostra vita a distanza fino al momento della mia Laurea. Abbiamo anche preso in considerazione che lei si trasferisse in Italia ma era un miraggio. A quel punto ho fatto la valigia più grande del solito ed ho comprato un biglietto di sola andata. Era Gennaio del 2010.

Che impressioni hai avuto?
Come dicevo prima di fare la valigia più grande venivo spesso a Colonia, quindi conoscevo già un po’ cosa mi aspettava… Purtroppo anche se la mia professionalità in Germania è abbastanza richiesta, la non conoscenza del tedesco non mi permetteva di trovare un lavoro. Pensavo che avrei potuto sopperire con l´inglese ma anche nel mio settore senza il tedesco non vai da nessuna parte. Quindi mi sono iscritto ad una scuola di lingue. Lì ho iniziato a studiare la lingua ed ho conosciuto tante persone, alcune delle quali sono diventati i miei nuovi amici. Insomma il primo periodo tedesco per me è stato come una vacanza.

E dopo la vacanza?
Ho iniziato a lavorare ed ho avuto il “vero” contatto con la realtà tedesca. Io avevo come tutti i classici pregiudizi sul mondo Tedesco. Alcuni sono stati spazzati via dalla realtà, altri invece ahimè confermati in toto. Per esempio sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’aiuto e dal sostegno ricevuto dai colleghi di lavoro, pronti a dare una mano, “hilfsbereit”. In generale i tedeschi sono persone molto piacevoli, corrette, con un grande rispetto per il prossimo. A questo però corrisponde una “freddezza” di fondo che rende piuttosto rari i rapporti umani. Noi italiani siamo abituati a relazionarci in continuazione col prossimo, vuoi col barista che ci prepara il caffè, vuoi col panettiere sotto casa, addirittura con la vecchietta in fila alla posta. Qui tutto si riduce ad un “Guten Tag” e “Tschüß”.

Che ne pensi di Colonia?
Io non sono un grande fan di Colonia, vengo da Roma, ci sono cresciuto. Colonia vivendoci è una città che mi è diventata stretta, alla fine fai sempre le stesse cose. E’ provinciale ed ha molti problemi tipici delle grandi metropoli: penso ad esempio al traffico, alla difficoltà con cui si trova casa, per chi ha dei bambini un posto in un asilo nido è quasi un miraggio. Comunque tutto sommato è una città vivibile, divertente, giovane. Se vuoi fare qualcosa puoi. Ti permette di esprimerti anche per cose semplici, tipo avere un lavoro che ti permetta di vivere. La facilità di muoversi con i mezzi pubblici è pura utopia per un romano. Insomma si vive abbastanza bene.

Progetti per il futuro, pensi di rimanere?
A me piacerebbe tornare e ad essere sinceri a parità di condizioni tornerei a Roma domani mattina. Anche se qua si sta bene. Mi piacerebbe molto di più vivere nel mio Paese, anche solo per le classiche cose “banali”, che poi di banale non hanno nulla. Tipo il bel tempo, il buon cibo, l’affabilità delle persone. Ma purtroppo non credo che al momento si possa verificare quindi credo che rimarremo qua almeno per un po’.

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