… Lucignolo nella fiaba di Pinocchio.

  Pierluigi Giuseppe Ferraro. 54 anni, Console

Da dove vieni?

Vengo da Caulonia, un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria. Ho frequentato l’università a Roma ed ho vissuto per circa 20 anni all’estero.

Quando sei arrivato in Germania?

La prima volta che venni in Germania fu nel 79; avevo 16 anni era il mio primo viaggio all’ estero.

Che ricordi hai di quel tuo primo “ incontro “?

Tanta fame e il Duomo.

Come tanta fame? Non avevi mangiato?

Proprio cosi. Era il mio primo viaggio all’estero ed ero molto eccitato. Presi un treno a Livorno che mi portò a Firenze dove dovevo cambiar treno per Colonia. Sul treno da Livorno a Firenze dimenticai la borsa con cibo e bevande. Quando arrivai a Colonia (erano le cinque di mattina circa) la prima cosa che dissi al mio amico che era venuto a prendermi alla stazione fu: “ Portarmi a mangiare!”

Cosa ti aveva spinto a venire in Germania?

L’amore che ho sempre avuto per i viaggi. In particolare, avevo un’amica che lavorava in Germania e decisi di venirla a trovare.

Come ti era sembrata la Germania?

Mi diede l’impressione di una nazione efficiente, dove tutto funzionava, gradevole e poi soprattutto mi piaceva la gente, molto disponibile ed aperta. Una volta mi capitò un episodio che mi fece particolarmente piacere. Mi trovavo in un Autogrill.

Autogrill? Ma non eri venuto in Treno?

La prima volta si. In seguito, durante gli anni successivi, quando ero studente universitario a Roma ed anche dopo,  ritornai spesso in Germania in autostop. Durante uno di questi viaggi, mi trovavo in un autogrill quando arrivò un auto con un ragazzo. Gli chiesi se mi poteva dare un passaggio e lui mi caricò. Dopo un po’ che eravamo in viaggio, mi ritrovai a pensare: “Che strano! Questo ragazzo non ha fatto benzina, né si è fermato a mangiare qualcosa. Si è fermato all’autogrill, mi ha caricato e siamo ripartiti!“. Gli chiesi, quindi, con il mio tedesco approssimato, per quale motivo si era fermato. La sua risposta confermò le mie sensazioni sui tedeschi dell’epoca.

Perché cosa ti disse?

Mi rispose che anche lui era stato un autostoppista e che quindi ogni volta che si trovava in autostrada passava dagli autogrill per vedere se c’era qualche autostoppista che aveva bisogno di un passaggio. STRAORDINARIO!       Durante questi viaggi in autostop, mi è capitato molte volte di incontrare persone che mi accompagnavano fin sotto l’uscio di casa degli amici dove dovevo pernottare, deviando dal loro itinerario per decine di chilometri. Insomma davvero delle belle esperienze umane.

Sei venuto più volte in Germania, quindi?

Si moltissime volte! Ho girato la Germania in lungo ed in largo; E’ uno dei Paesi che conosco di più oltre all’Italia. Ho visto tante città, paesini che a fatica trovi sulla carta geografica. Ricordo che Berlino mi colpì tantissimo. La prima volta che vi giunsi era l’ 84 ed il muro era ancora in piedi. Mi fece una grande impressione vedere una città, nel cuore dell’Europa, divisa in due da un muro! Una cosa era sapere della divisione di Berlino per averlo letto e studiato, un’altra era vederselo davanti con tutti i suoi significati. In quell’occasione visitai anche la parte est di Berlino: era come trovarsi in un film ambientato negli anni 50!

Come hai deciso di venire qua adesso?

Ho sempre apprezzato profondamente la Germania ed i tedeschi e mi ero ripromesso che, non appena avessi avuto l’opportunità, ci sarei tornato per viverci e lavorare. Ho chiesto quindi al Ministero degli Esteri di essere inviato a Colonia ed ……… eccomi qua!

Come ti sembra la Germania di oggi?

L’ho trovata cambiata. Sicuramente rimane un Paese efficiente e ben organizzato. Le persone non sembrano però così aperte e disponibili come un tempo; sembrano più diffidenti ed aggressive (basta vedere come guidano!); ho trovato anche i servizi meno efficienti rispetto a qualche anno addietro; a volte danno informazioni imprecise o sbagliate.

E di Colonia cosa ci racconti come ti sembra?

Colonia è una città dove è piacevole vivere; piena di attività. E’ una città a misura d’uomo: né piccola, né grande. Mi ricorda il personaggio di Lucignolo nella fiaba di Pinocchio.

Come mai Lucignolo? Perché ti porta su strade pericolose?

No, no non in questo senso! La figura di Lucignolo intesa in senso positivo: come quello che non si conforma alle regole, che ti spinge a riflettere con la tua testa, al di là ed al di fuori di quello che pensano tutti.

Pensi di rimanere a lungo? Che progetti hai?

Sicuramente per i prossimi 4 anni, la durata cioè del mio mandato. Sono arrivato da pochi mesi, che mi sono serviti per “studiare “ per capire l’ ambiente e vedere in quale direzione indirizzare il mio lavoro e quello dei miei collaboratori e credo di avere individuato alcune priorità ed obiettivi. A gennaio inizieremo ad attuare il nostro programma e spero che quanta più gente possibile si unisca a noi per aiutarci a realizzarlo.

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3 pensieri su “… Lucignolo nella fiaba di Pinocchio.

  1. Ho letto l’intervista al nuovo Console Generale di Colonia Pierluigi Ferraro, ….Lucignolo nella fiaba di Pinocchio.

    L’intervistatore inizia con la domanda: Da dove vieni? …e continua rivolgendosi all’intervistato usando la seconda forma singolare del pronome personale , cioè il “tu”.
    Se tale “exploit” arrivasse al MAE ritengo che non possa altro che essere di nocumento al diplomatico in questione.

    A me sembra di aver capito che l’articolo è stato scritto da tale Rosario Lo Cicero, vostro collaboratore, E’ pur vero che in Germania la professione di giornalista non è normata per legge e chiunque la svolga ha il diritto di definirsi tale. Ma è pur vero che un giornalista si deve attenere e deve rispettare dei codici di comportamento. Spiegate al vostro collaboratore il significato di DEONTOLOGIA.

    Un rapporto di conoscenza/amicizia personale non deve necessariamente essere sbandierato in pubblico. E’ una mancanza di rispetto nei confronti della istituzione diplomatica. Preciso che vivo in questa circoscrizione consolare da 48 anni e purtroppo non ho mai avuto l’occasione di elogiare le nostre istituzioni, al contrario ed a ragione, le ho sempre criticate e talvolta combattute, sempre nell’interesse precipuo dei nostri connazionali.

    Cordiali saluti.

    Franco Pugliese
    Presidente Circolo Culturale RINASCITA e.V. Troisdorf
    Responsabile in Germania Partito Comunista

    • Gentile signor Pugliese

      il tu utilizzato nell’ intervista non deriva da una conoscenza personale o da un rapporto di amicizia tra l’intervistato e l’intervistatore, ma é una scelta editoriale per tutte le interviste pregresse e future, pubblicate e da pubblicare nella nostra rubrica anche io a Colonia.Come Ella stessa potrà verificare leggendo il resto delle interviste.Cordiali saluti la redazione

    • Caro Franco, nel comunismo che sogno io, non c’è autorità, e il tu si da a tutti.
      Hasta la informalità siempre! Köln o muerte!
      A nuove sfide compagno!

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